29 gennaio 2007

O' Sole Mio

1 commento:

Anonimo ha detto...

Riforma delle pensioni: i Rom non bastano

Hanno fretta.
Hanno foga di cambiare la legge elettorale per togliere di mezzo la Lega Nord (e forse qualche altro partito), i movimenti rimasti, almeno ufficialmente, a difendere i lavoratori e le loro pensioni.
I "commissari del Reich" italico bramano dare il diritto di voto agli immigrati per garantire pseudo-democraticamente l'"unità nazionale".
Evidentemente i Rom, i noglobal ed i musulmani non bastano; ad intimidire ad ammorbare il civismo dei cittadini padani che pagano i contributi previdenziali, in ossequio alle direttive dei sindacati voltabandiera, e reclamano la pensione maturata con decenni di versamenti.
Hanno premura, i privilegiati di stato, perchè stanno rendendosi conto che il sistema sta scricchiolando, che gli operai stanno cominciando a capire che i loro contributi versati all'INPS sono scomparsi, svaniti nel nulla. E che la riforma del TFR non è altro che un immane trasferimento di soldi dal Nord a Roma, pure quei denari senza ritorno.
Cosa dire a quei meridionali che per rifuggire dal ricatto del lavoro nero e dall'oppressione mafiosa erano emigrati al Settentrione? Con la valigia di cartone ed il capo chino, su "treni del sole" confidando nelle garanzie sindacali del "Nord" tra le quali una pensione decorosa dopo una vita da "cipputi".
Oltre al danno architettano un'ignobile beffa; col pretesto dei "prepensionamenti" intendono reintrodurre DI FATTO le pensioni-baby, però solo a Roma e al Sud stavolta. Nel medesimo tempo in cui a settentrione solerti economisti di Forza italia e Unione catechizzano a dovere sulla necessità del "rigore nei conti" e "innalzare l'età pensionabile".
Noi li AVVERTIAMO, i buffoni di corte del tricolore.
Avvisiamo il "Napoletano": che non si senta troppo al sicuro dal suo "alto seggio", nella sua torre d'avorio decrepita; la collera dei lavoratori giungerà anche sui più "irti colli".
E avvertiamo i babbei dei media nazional-islamici: che si astengano i vari Biagi, Santoro, Feltri Deaglio, Lerner, Galli della Loggia ecc: dal farneticare di cose di cui nulla sanno; della vita di chi si deve alzare alle 5 del mattino per prendere un treno dalle carrozze gelide, per essere in tempo a timbrare un cartellino in cambio di luridi mille euri mensili.
Poiché a tutti quanti NON sarà consentito di farneticare dalle colonne infami di insolenti giornali in nome dei lavoratori dalle spalle ricurve e dalle tute bisunte. Dalle braccia stanche, le scarpe consunte, sacrificate per vedere le figlie laurearsi in "conservazione" ed i figli maschi divenire ingegneri, l'orgoglio di famiglia.
Che MISURINO LE PAROLE in materia di pensioni.
CHE NON OSINO questi signori calunniare le pensioni di coloro che per una vita hanno arrischiato i polmoni nelle concerie vicentine o nel reparto verniciatura di Mirafiori.
CHE SI ASTENGANO questi intellettuali dei miei stivali dal negare i diritti di chi s'è visto conficcare schegge di metallo arroventato nelle braccia, in faccia, negli occhi ai torni della bresciana e della bergamasca. Per decenni.
E LASCINO PERDERE i "soloni" del romano-razzista "ballarò" dal farsi beffe dei cittadini che iniziarono a lavorare a 15 anni anzichè frequentare qualche cimiciosa università partenopea distribuente diplomi di laurea alla stessa velocità con cui li stampa: tutto per fuorviare il telepopolino dall'assistenzialismo al Sud, necessario a comprare i meridionali, e dai privilegi dei loro parenti ministeriali. I veri punti dolenti del crack dell'istituto previdenziale pubblico (nota 1).
L'avvertimento vale anche per i falsi rivoluzionari dello stato-zombie alla Beppe Grillo, Marco Travaglio, Maurizio Blondet, Massimo Fini, tanto per citare.
Anche costoro sono stati "nominati".
Che lo sappiano, qual è la vera "questione morale".
Il signor "Napoletano", i suoi accoliti da G. Fini ad Amato, e nessun altro di costoro si ritenga al sicuro.
I musulmani e i gli zingari non faranno loro da "scudi umani", ne abbiano percezione; su qualunque "colle", in qualsiasi teatro di periferia o redazione scalcinata piomberà l'ira funesta degli operai.
Ne basteranno magistrati ed avvocati di cui questi sciocchi amano circondarsi ai loro pranzi di gala, men che mai qualsiasi riforma tarocca della legge elettorale.
Si rassicurino: l'"unità d'italia" VIENE DOPO i diritti dei lavoratori.
Incomincino a guardarsi le spalle, a muoversi con circospezione. Poiché "quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare"; sicchè quelle mani callose di lavoratori che ogni giorno lavorano con perizia barre d'acciaio e tramogge di tondino fuso possono giocare MOLTO DURO.
Anche questo lo sappiano.

di Domenico Gatti del Canna-Power Team
Nota 1: Quando risolvere i problemi dell'INPS sarebbe di una banalità inaudita; basterebbe separare previdenza da assistenza e dare la pensione SOLO a chi ha REALMENTE pagato i contributi a meno di trattarsi di VERO invalido.

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